Vespa Club Pontedera e Associazione Paraplegici Livorno: il volontariato che sfida la disabilità e i disagi della chemioterapia.

Nel nome di Gabriella Bertini, la prima donna paraplegica toscana a dar vita, nel 1974, all’Unità Spinale di Careggi.

Nel pomeriggio di venerdì 20 ottobre, alle 19, arriva per la prima volta a Pontedera la Fiat 500 su cui Gabriella condusse la sua battaglia per i diritti dei mielolesi viaggiando tra Firenze e Roma, tessendo una tela di rapporti, contatti e collaborazioni che cambiò per sempre, nel nostro Paese, l’approccio al tema della paraplegia. La presentazione della piccola, mitica utilitaria, perfettamente restaurata, avverrà negli spazi all’aperto del ristorante “La Cittadella”, dove le due associazioni festeggeranno il loro sodalizio benefico con una “pizzata” a due e quattro ruote.

La 500 di Gabriella 2

Un incontro importante quello di domani tra l’Associazione Paraplegici Livorno (www.paraplegicilivorno.com) e il Vespa Club Pontedera . Segno tangibile di una collaborazione che ha già dato ossigeno e vigore a progetti dedicati a chi, bambino o adolescente, deve affrontare dolorose cure chemioterapiche. «A guidarci – spiegano i presidenti delle due realtà, Fabrizio Torsi (APL) e Luca Cervelli (VCP) – è il cuore dei nostri soci, che non si risparmiano per dare una mano; cuori generosi, attenti, che sanno vedere lontano e che a Pontedera, il 20 ottobre, festeggeranno una nuova tappa di questo percorso che ci vede uniti. Daremo il benvenuto, in terra pontederese, alla Fiat 500 del ’65, munita di dispositivi di guida, appartenuta a Gabriella Bertini, fiorentina, scomparsa nel 2015, dopo una vita spesa per i diritti dei mielolesi – le sue battaglie portarono alla nascita, nel ’74, dell’Unità Spinale di Careggi. 40 anni fa, mentre in Italia si poteva morire per una lesione midollare, in Germania o in Inghilterra venivano sperimentate con successo cure mediche adeguate a questo tipo di problema. Da noi il problema era ignorato, all’estero si giocavano le prime paralimpiadi. Gabriella fece sentire la sua voce e conoscere il suo esempio per colmare questo intollerabile gap. Con la sua 500 adattata, compiva viaggi tra Firenze e Roma per incontrare i politici dell’epoca e porre il primo mattone dell’Unità Spinale. Ci riuscì. Oggi, se da noi esiste l’accesso alle cure per una lesione midollare, lo si deve anche a lei, ai suoi amici di lotta, tra cui Lorenzo Saccone, e all’ Associazione Paraplegici Toscana, che seppe diventare la bandiera di quella battaglia civile».

Al lavoro di Gabriella si lega quello di Fabrizio Torsi, ininterrottamente impegnato dal 1986 in iniziative volte ad affermare l’autonomia e l’indipendenza di chi, seduto, esce dall’Unità Spinale regionale. Questa attività indefessa e coraggiosa spinse Gabriella a regalare a Fabrizio la sua piccola, grande auto. Il sodalizio tra Fabrizio e Gabriella, a cui si devono tante vittorie sul fronte della disabilità, vive oggi nello spirito che questa 500 rossa, in servizio presso l’Associazione Paraplegici Livorno, incarna alla perfezione. L’APL vanta, ad oggi, 16 mezzi adattati con dispositivi di guida, che permettono ai conducenti portatori di disabilità di conseguire una patente speciale di guida B, e che vengono anche utilizzati per il trasporto di persone affette da patologie invalidanti quali la SLA.

La 500 di Gabriella

Una sfida contro il dolore, per la difesa di un diritto fondamentale che è quello per una vita dignitosa. Paraplegici e Vespa Club Pontedera insieme per una “pizzata” solidale: tutti intorno a una 500 unica al mondo, assieme a volontari che da sempre sostengono i servizi e le fatiche della piccola Onlus livornese. «Ci sono adolescenti – spiega Torsi – che hanno bisogno di un tavolo da ping pong e di una consolle per videogiochi per ammazzare il tempo durante i cicli delle cure chemioterapiche. L’incontro di venerdì, ne siamo sicuri, sarà di stimolo alla ricerca di fondi e risorse per “lavorare” ad un progetto di solidarietà così importante».

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