“Giordano Bruno”: il racconto in musica di un pensatore rivoluzionario

L’opera in musica su un pensatore rivoluzionario. Le note del maestro pisano Francesco Filidei, tra i più apprezzati giovani compositori italiani. Una serata da non perdere, sabato 25 marzo, alle 18.30, all’Auditorium del Museo Piaggio (ingresso libero). Accademia Musicale Toscana e Fondazione Piaggio, con il patrocinio del Comune di Pontedera, continuano a collaborare nel nome della cultura, per regalare alla città eventi di alto profilo.

Alla presenza di Filidei, sarà proiettato il film “Giordano Bruno”, pellicola tratta dall’omonima opera del maestro, che dal 25 al 27 marzo sarà ospite dell’Accademia Musicale Toscana per una Masterclass internazionale di composizione.
Info: 329 0750713.

“Giordano Bruno, opera in musica su un filosofo e pensatore rivoluzionario, uomo di religione e martire della Chiesa, non poteva che nascere come un intreccio di profili e di culture – si legge sulle note di sala che il Piccolo Teatro di Milano, coproduttore dello spettacolo, ha pubblicato sul suo sito –  Il libretto è di Stefano Busellato, tratto da testi originali di Giordano Bruno. La musica è di Francesco Filidei, compositore che si stacca per stile e linguaggio dal coro delle nuove generazioni, quest’anno segnalato dal Premio Abbiati dell’Associazione Critici Musicali Italiani. “L’immagine di Bruno sul rogo, il suo corpo che tocca il legno ardente è al centro dell’opera – spiega Filidei – La prima idea era di lavorare in un contesto operistico come lo si intende nel repertorio classico. […] Ho poi imposto una struttura di dodici scene e il contrasto fra le scene cosiddette filosofiche, dove si espongono le diverse tesi di Bruno, e quelle  processuali, dove si segue la cronologia storica, dall’arresto al supplizio. […] Le ho immaginate come luoghi della memoria, ciascuna associata a un’immagine, a un colore. Bisogna attendere l’undicesima, la scena del rogo, per ritrovare tutte le note delle scene precedenti, dove tutti i colori si mescolano, dove infine si distrugge quello che è stato costruito. Nelle mie opere c’è sempre un principio distruttivo. Voglio superare la bellezza rendendo la materia aggressiva, perché sia interessante, perché ponga domande”.

Il maestro Francesco Filidei
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